Affari di camorra

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Quando si parla di camorra ci si sofferma in genere sugli aspetti più sensazionalistici legati al comportamento criminale: il controllo militare del territorio, la predazione delle attività economiche, la violenza arbitraria, gli stili di vita e gli eccessi dei capi. Minore attenzione si presta invece ai fattori di genesi e di riproduzione dei clan, al modo in cui essi si formano e crescono all’interno del tessuto sociale ed economico secondo una logica negoziale oltre che impositiva e in stretto rapporto con le aree grigie dei mercati, delle professioni e della pubblica amministrazione. In queste pagine un team interdisciplinare di studiosi (storici, sociologi, economisti, giuristi, psicologi), impegnati da anni nell’analisi dello specifico camorristico, si propone di ampliare la prospettiva e di affrontare tali temi in maniera critica, rifiutando l’uso di definizioni onnicomprensive e smitizzando le consuete letture dicotomiche del fenomeno. Attraverso l’integrazione tra le fonti documentarie tradizionali e le testimonianze dirette dei conoscitori dei fenomeni criminali e del loro contesto (collaboratori di giustizia, imprenditori, magistrati, abitanti dei territori), gli autori ricostruiscono storicamente l’evoluzione di figure, attività e forme criminali nelle loro molteplici dimensioni territoriali – urbana, provinciale e internazionale. Dai magliari al narcotraffico, dagli imprenditori violenti ai boss, dai professionisti conniventi al business dei videopoker, dal ruolo delle donne al complesso rapporto tra affiliati e gruppi fino all’uso specializzato della violenza, attori e dinamiche del fenomeno camorrista vengono qui inquadrati negli ambienti da cui traggono origine e alimento. Quando si parla di camorra ci si sofferma in genere sugli aspetti più sensazionalistici legati al comportamento criminale: il controllo militare del territorio, la predazione delle attività economiche, la violenza arbitraria, gli stili di vita e gli eccessi dei capi. Minore attenzione si presta invece ai fattori di genesi e di riproduzione dei clan, al modo in cui essi si formano e crescono all’interno del tessuto sociale ed economico secondo una logica negoziale oltre che impositiva e in stretto rapporto con le aree grigie dei mercati, delle professioni e della pubblica amministrazione. In queste pagine un team interdisciplinare di studiosi (storici, sociologi, economisti, giuristi, psicologi), impegnati da anni nell’analisi dello specifico camorristico, si propone di ampliare la prospettiva e di affrontare tali temi in maniera critica, rifiutando l’uso di definizioni onnicomprensive e smitizzando le consuete letture dicotomiche del fenomeno. Attraverso l’integrazione tra le fonti documentarie tradizionali e le testimonianze dirette dei conoscitori dei fenomeni criminali e del loro contesto (collaboratori di giustizia, imprenditori, magistrati, abitanti dei territori), gli autori ricostruiscono storicamente l’evoluzione di figure, attività e forme criminali nelle loro molteplici dimensioni territoriali – urbana, provinciale e internazionale. Dai magliari al narcotraffico, dagli imprenditori violenti ai boss, dai professionisti conniventi al business dei videopoker, dal ruolo delle donne al complesso rapporto tra affiliati e gruppi fino all’uso specializzato della violenza, attori e dinamiche del fenomeno camorrista vengono qui inquadrati negli ambienti da cui traggono origine e alimento.

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