La guerra di Bruno L'dentità di confine di un antieroe triestino e sloveno

La guerra di Bruno

L'dentità di confine di un antieroe triestino e sloveno

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Bruno non è un eroe e non cerca la guerra. eppure Bruno dalla guerra non scappa: accetta questa fida compagna che gli cammina accanto, abile a schivarne i colpi: catapultato nel bel mezzo del teatro africano del secondo conflitto mondiale, si sistemerà nelle retrovie, guardando quella scomoda presenza di sbieco, per niente affascinato dai suoi modi ma nemmeno terrorizzato. Bruno non è neppure uno scrittore, tanto che certe volte si chiede che senso abbia scrivere. Eppure alla scrittura cede, intuendo che solo dal dialogo che intesse con i familiari può ricavare forza, lucidità e speranza. Bruno Trampuž è di Trieste ed è sloveno. Detenuto e internato dal regime di Mussolini, è spedito in Africa a combattere proprio per il duce; prigioniero dagli inglesi, passa nell'esercito regio jugoslavo e poi nei partigiani al comando della Raf; dopo aver girovagato attraverso Egitto, Palestina e Dalmazia, torna finalmente a casa. I continui cambi di appartenenza, l'identità rinegoziata a seconda degli interlocutori non nascono solo da uno scaltro calcolo di costi e vantaggi; ogni volta Bruno spera di concretizzare il suo ideale: dare dignità e diritti a un popolo da tempo discriminato come quello sloveno. Un ideale puro, indefinito dal punto di vista politico e per questo intraducibile nella realtà: ideologie e interessi di parte inquineranno tutti gli schieramenti a cui Bruno si rivolgerà, ricavandone solo delusioni e amarezze. La guerra di Bruno esibisce quelle contrapposizioni politiche, ideologiche e nazionali che hanno fatto la storia del novecento, in particolare dell'area nord-adriatica, la cui rappresentazione è stata spesso drasticamente polarizzata, offuscando le complessità e le contraddizioni delle vite dei singoli. Marta Verginella percorre la strada opposta: seguendo la traiettoria di un uomo come tanti, restituisce uno spessore finalmente completo, poliedrico, tridimensionale, alla storia di un territorio che ha visto addensarsi su di sè l'enorme, drammatica fatica dei conflitti di appartenenza.

Dettagli libro

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    Italiano
  • Lingua originale

    Italiano
  • Data di pubblicazione

  • Numero di pagine

    240
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Sull'autore

Philip Schultz

Philip Schultz (Rochester, 1945), scrittore e poeta americano, è autore di otto raccolte poetiche, tra le quali Failure, con cui nel 2008 ha vinto il premio Pulitzer per la poesia. Dopo anni di insegnamento alla New York University, ha fondato nel 1987 la scuola di scrittura Writers Studio che tuttora dirige. Vive a East Hampton con la moglie scultrice, Monica Banks, i figli Eli e Augie, e un cane, Penelope.

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