Il mestiere del cinema

Il mestiere del cinema

«Da bambino, quando cominciavo a capire e mi mandavano al cinema, per dieci anni ho visto solo film muti. Ho visto di tutto, pellicole western, d’avventura, d’amore, film bellissimi che sono rimasti nella storia. Nel cinema muto si raccontava tutto col silenzio, senza dialogo, senza battute. Ci sono film adesso che hanno successo perché c’è una canzone: non so cosa c’entri il cinema!Oppure perché c’è un effetto speciale, insomma il cinema non c’entra più tanto!».

Un grande maestro del cinema italiano racconta, in una sorta di autobiografia professionale, il suo cinema. A Monicelli non interessa tanto narrare le gesta, gli aneddoti, gli incontri di una storia personale fuori dall’ordinario; nel racconto, orchestrato con sapienza da Steve Della Casa e Francesco Ranieri Martinotti, veste piuttosto i panni di un artigiano, pronto a svelare le tecniche e i segreti di quel mestiere complesso e magico a cui ha dedicato una vita intera. La testimonianza del creatore della commedia all’italiana si trasforma così in una lezione di cinema, in cui vengono ripercorsi, passo dopo passo, i momenti fondamentali che hanno dato vita a tanti capolavori. Una lunga scuola la sua, che coincide con gli anni d’oro del cinema italiano, con l’invenzione di una «stagione italiana» di cui Monicelli è insieme figlio e creatore. Tanti gli incontri decisivi: Rossellini,De Sica, Antonioni, Totò, i grandi sceneggiatori (Age e Scarpelli, Benvenuti, De Bernardi, Suso Cecchi D’Amico), e poi la scoperta, in ruoli inediti, di Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Sceneggiatura, accorta preparazione delle riprese, lavoro con gli attori, montaggio, doppiaggio (il maestro infatti non è mai passato a registrare il suono in presa diretta) sono tutti momenti cruciali che Monicelli racconta meticolosamente, chiarendo le precise ragioni di scelte tecniche e artistiche dietro a cui non è difficile scorgere una pratica di lavoro che si trasforma in un vero e proprio metodo. In questa affascinante carrellata lungo settant’anni di cinema italiano, affiorano la forza e il segreto del genio di Monicelli, che sembra risiedere in un particolare equilibrio tra commedia e amara riflessione sul reale, tra capacità di innovare e radicamento nel cinema delle origini, il tutto amalgamato da un’intelligenza quasi indomabile e da un pizzico di quella cattiveria, ormai divenuta proverbiale.

Mario Monicelli è uno dei più grandi registi italiani, autore di capolavori quali I soliti ignoti, La grande guerra, Un borghese piccolo piccolo. Steve Della Casa, tra i massimi esperti di cinema popolare italiano, è uno dei fondatori del Torino Film Festival, di cui è stato direttore dal 1999 al 2002. Dal 1994 conduce Hollywood Party, su Radio3, e dal 2004 il contenitore notturno La 25a ora, su LA7. Francesco Ranieri Martinotti, sceneggiatore e regista, ha realizzato film e documentari. Ha ricevuto il David di Donatello nel 1994 per Abissinia. È uno dei fondatori delle Giornate degli Autori di Venezia. Dal 2008 rappresenta l’Italia nel consiglio esecutivo della European Film Academy.

Book details

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  • Original text

    Yes
  • Language

    Italian
  • Publication date

  • Page count

    92

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